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Mercoledì, 21 Settembre 2016 19:12

La salute dei malati oncologici non può attendere!

Come Gruppo locale ci sentiamo di condividere ed appoggiare l’Associazione ALCLI Giorgio e Silvia che già nella missiva del 12 luglio, inviata alla Regione Lazio, ha denunciato la delicata situazione del polo oncologico  dell’ospedale De Lellis di Rieti che di fatto aggrava il disagio di pazienti già in stato di fragilità, molti dei quali vedono posticipare le richieste di presa in cura di diversi mesi, con conseguenze pesantissime sulla qualità della loro vita e quella dei loro famigliari.

Noi Grilli Parlanti di Rieti ci sentiamo profondamente colpiti a dover assistere al degrado di quello che era un punto di eccellenza dell’ospedale di Rieti; infatti i reparti di Oncologia e di Radioterapia sono stati vanto della nostra sanità per professionalità ed avanguardia, richiamando pazienti anche da fuori Rieti.

E’ risaputo che per un malato oncologico, laddove la prevenzione avesse fallito,  agire tempestivamente e facilitare l’attuazione dei protocolli per la cura di tumori e di metastasi, risulta fondamentale.

La situazione insostenibile di riduzione del personale, trasferito e non sostituito, ha penalizzato l’organico, che non può più garantire l'assistenza ai nuovi pazienti e di quelli già in cura, nel giro di breve tempo. Le liste d’attesa si sono talmente allungate, tanto che non c’è più il margine per tentare di salvare o allungare la vita a molti di quei pazienti che si vedono costretti a curarsi fuori provincia, o ancor più grave, fuori regione, riducendo l'Ospedale di Rieti a un centro di smistamento dei malati.

Data la gravità della situazione non siamo disposti a stare a guardare in silenzio; da anni ci occupiamo dei problemi della sanità pubblica.

Abbiamo costituito un apposito tavolo sulla salute che tratta le tematiche dell’abbattimento delle liste d’attesa, della riorganizzazione del pronto soccorso e dell’Intramoenia.

L'assenza di una risposta da parte degli amministratori regionali, alla richiesta inoltrata dall’Alcli, cosi umanamente necessaria, è una mancanza di rispetto gravissima, un'ulteriore conferma che il malato reatino si vede costretto ad “emigrare”.

Quindi vi chiediamo di avere più rispetto al diritto di cura dei reatini.

 

La Costituzione italiana riconosce il diritto alla Salute definendolo un diritto fondamentale dell’individuo.

Siamo al capolinea, oramai le promesse e i “fiumi di parole” non bastano più, occorrono fatti concreti e SUBITO.

 

 

 

 

Ultima modifica il Mercoledì, 21 Settembre 2016 21:16